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Il Paese che non c’è
La Bosnia Erzegovina tra transizione, contraddizioni e diritti negatiBy Simona SilvestriLength4h 34m
About this audiobook
La Bosnia Erzegovina è un Paese sospeso tra contraddizioni, diritti negati e crisi sociali, incapace di trovare un’identità unitaria. La guerra è finita, almeno a parole, ma la crisi economica, lo stallo della produzione e l’aumento della disoccupazione, con l’incremento conseguente delle tensioni sociali e politiche, stanno facendo riaffiorare i nervi scoperti del Paese.
Il passaggio da un’economia di autogestione a un capitalismo sfrenato ha provocato una profonda divisione tra i moltissimi poveri e una minoranza egoista e ricchissima, con la progressiva scomparsa della classe intermedia e lo sviluppo di due economie parallele e ben differenziate. Di questa situazione hanno saputo approfittare i nuovi tycoon, che hanno sfruttato il conflitto e il successivo e persistente periodo di deregolamentazione per assicurarsi ricchezza e potere, grazie alle privatizzazioni delle industrie di Stato e alla svendita dei beni comuni, alla ricostruzione, al controllo del mercato, favorendo lo sviluppo di corruzione e criminalità. A farne le spese sono stati i cittadini, ultimi destinati a rimanere tali, inascoltati da una classe politica compressa tra nazionalismo e liberismo spinto.
“Oggi l’ottanta per cento dei giovani bosniaci, e non solo, vorrebbe lasciare il Paese. Nell’arco di venticinque anni Sarajevo e la Bosnia Erzegovina si sono trasformate da un simbolo splendente a un posto da lasciare in fretta. Non si muore più a causa delle pallottole, ma si sopravvive, si vivacchia appena, senza le regole fondamentali di una società civile, frenati dalla corruzione rampante, dal nepotismo palese, ostaggi di una politica nazionalista e retrograda, subendo l’ingiustizia sociale e patendo la povertà”. (Azra Nuhefendić)
“Mostar segna la linea dell’inaccettabile, né potrà mai sciogliere l’ambiguità del nodo che trattiene insieme la guerra e lo spettacolo della sua rappresentazione. Se resiste un fuoco di umanità, sta nel sentirsi trapassati da quel nodo; nel ‘saperlo’. Diffidare da chi si riconosce altro. Scansarlo, nella profondità”. (Massimo Zamboni)
“C’è un Paese nascosto, silenzioso, che soffre. Quotidianamente. Soffrono in attesa del riconoscimento dei propri diritti le madri sole con figli, le minoranze culturali, i malati cronici e/o terminali, le persone con disabilità, chi ha malattie professionali, chi non riesce ad avere una pensione, chi non riesce a godere degli essenziali diritti di protezione sociale…”. (Andrea Cortesi)
Audiobook details
GenreHistory, Politics and Government, Psychology
Length4 hrs 34 mins
Narrated byListen with 1,000+ voices
FormateBook with Audio
Publish dateOct 25, 2017
LanguageItalian
Table of contents
1Il Paese che non c’è
2Prefazione
3Introduzione
4Contestualizzazione storico-politica
5Prologo
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6Quarto potere
7Revolucija! Potere ai plenum
8La grande abbuffata
9Il generale buono
10La Biblioteca della discordia
11Il Quarto Stato: Rom di Bosnia Erzegovina
12Unità e fratellanza: Tito è morto, evviva Tito!
13Bersagli mobili. La lunga strada dei diritti per le persone Lgbti
14Nataša, la superdonna
15Tornare a Srebrenica
16Posfazione
17Ringraziamenti
18Collana Orienti