1-Traccia Uno-
130“Bell’idea” disse Elvin. “Non ti preoccupare Nobby, non è lontano, solo dieci minuti a piedi”.
2-Traccia Due-
131A Charles non andava di andare al pub, ma i tre insistettero e voleva sapere di più su di loro, quindi accettò.
3I proprietari della casa di riposo Fossdyke l’avevano ricavata da una dependance presente sul loro terreno inserito nel contesto pittoresco della zona costiera nord-orientale di Cleethorpes. L’edificio si componeva di due piani in cui erano stati ricavati ventitré monolocali arredati; quelli al piano terra erano forniti di ampie vetrate che davano sul territorio bucolico circostante, rendendo il tutto particolarmente idilliaco e tranquillo.
132Il Pavilion si trovava nei pressi di un laghetto con all’interno due piccole isole, che ospitava la popolazione variopinta di volatili dell’area. Era circondato da alberi e siepi e forniva rinfresco nei caldi mesi estivi, quando le giornate duravano parecchio. Il dehor del pub era orientato verso il lago, quindi le sedute erano inserite in un contesto pittoresco.
4Poco lontano dagli alloggi era presente un altro fabbricato composto da una cucina, una mensa a cui venivano serviti tre pasti al giorno e un’area ricreativa dove i residenti potevano trovarsi a guardare l’ampio televisore o a svolgere attività insieme. Nell’area comune erano inoltre presenti diverse piccole stanze dove i residenti riponevano i loro effetti personali; il piano di Charles era stato depositato in un angolo della zona principale. In estate non erano previsti molti eventi alla casa di riposo, quindi i residenti preferivano fare delle passeggiate al lago o alla spiaggia poco lontana, oltre a rilassarsi in giardino. L’esistenza dei residenti, i quali variavano di genere, era serena. Alcuni ospiti erano coppie sposate, ma principalmente si trattava di vedove o vedovi.
133I quattro si accomodarono su una panchina a godersi una birra fresca mentre guardarono le anatre infrangere l’acqua scintillante del lago, cullati dal grugare dei piccioni. Nell’aria aleggiavano diverse fragranze floreali.
5Nella mensa riprese a echeggiare il rumore delle chiacchiere dei presenti nel momento in cui Charles e Steve si accomodarono. Lo staff continuò a servire le costolette di maiale e le bevande disponibili. Alcuni facevano fatica a mordere il maiale a causa dei denti finti, ma non impediva loro di succhiare per bene la carne. Charles si guardò attorno per osservare i nuovi vicini.
134Steve estrasse un pacchetto di sigarette e ne accese una esalando il fumo con un ghigno soddisfatto in volto. “Mi piace questo posto, e posso fumare” commentò riferendosi a Charles. “Ma non dirlo a Chewy” aggiunse.
6“Charlie, lui è Wayne” disse Steve quando rilassò la schiena sulla sedia, quindi un uomo si sporse in avanti per stringere la mano di Charles.
135Charles annuì, quindi chiese. “Allora Steven, come sei finito al Fossdyke?”
7Wayne sembrava ispanico, i suoi capelli neri erano ricci e i suoi movimenti avevano un che di fanciullesco.
136Wayne e Elvin grugnirono in risposta. Conoscevano la storia di Steven perché l’avevano sentita parecchie volte.
8“Ciao Charlie, mi chiamo Wayne Logan” esordì nello stringergli la mano.
137“Sono originario di Scunthorpe, a trenta miglia da qui” disse Steve. “Una volta finita la scuola ho lavorato all’acciaieria con mio padre” affermò con un ghigno in volto. “Negli anni sessanta mi sono fatto prendere dall’onda, volevo diventare una rock-star, quindi ho comprato una chitarra acustica e ho imparato a suonare”.
9“Mi chiamo Charles, non Charlie” lo corresse.
138Steve mimò il suonare la chitarra e sorrise, quindi proseguì. “Ho risparmiato per prendermi una chitarra elettrica, una Fender Stratocaster, quindi mi sono dato il soprannome Strat perché mi sembrava molto figo”. Eseguì un’altra breve performance alla chitarra immaginaria prima di continuare il racconto. “Con due colleghi dell’acciaieria abbiamo formato gli ‘Strat and the Steelers’. Abbiamo suonato in diversi pub e locali di Scunny”. Sospirò. “Saremmo potuti diventare famosi se non avessimo fatto schifo...e io e Jane non eravamo sposati. Una volta sciolta la band ho fatto gli straordinari all’acciaieria per mantenere la mia famiglia”.
10“Cosa?” Domandò Wayne.
139Tossì, prese un sorso di birra e disse. “Abbiamo avuto una bellissima bambina, Lucy”. Steve sembrava orgoglioso quando disse a Charles “Lucy è intelligente, non come suo padre. È sempre stata una giovane donna forte e indipendente, e adesso è una Dottoressa rinomata. Lei e suo marito Bernard sono i proprietari del Fossdyke” disse Steve. Estrasse poi una foto dal portafogli e mostrò a Charles la figlia di mezz’età. Charles era sollevato di apprendere che la donna non era calva come il padre, il quale aggiunse “La mia piccolina, la Dottoressa Lucy Fossdyke”.
11“Ho detto che mi chiamo Charles, non Charlie” ripeté Charles a voce più alta.
140“Oh, ecco perché si chiama Fossdyke” commentò Charles.
12Wayne sembrava confuso quando gli rispose “Sì, ho ancora tutti i denti”.
141Steve annuì e prese un altro sorso di birra. “Comunque quando Lucy ha iniziato l’università io e Jane ci siamo allontanati. Facevo gli straordinari per pagare la retta dell’università mentre Jane lavorava a un negozio di biciclette”. Steve sorrise e disse “Il manager non montava solamente le biciclette, quel bastardo. Avrei dovuto rendermene conto quando Jane ha iniziato a mettersi chili di trucco per andare a lavorare. Quando l’ho scoperto sono andato al negozio e l’ho pestato, poi ho chiesto il divorzio”. Steve sospirò. “Ero molto triste e ho trascorso gli anni successivi lavorando pochissimo e ubriacandomi”. Guardò Charles e disse “Avevo sui quarant’anni quando mi sono reso conto che non avrei risolto nulla. Mio padre era andato in pensione ma mi stava addosso perché mi diceva che all’acciaieria mi avrebbero licenziato dato che ero sempre depresso, ubriaco o entrambi. Una mattina mi sono svegliato e ho pensato ‘Vaffanculo!’ E ho prenotato un biglietto per l’Australia. Lucy all’epoca
13Steve ridacchiò e intervenne “A volte è sordo come una campana, e si tinge i capelli”.
142“Oh” disse Charles; era impressionato dall’audacia di Steve.
14“Cosa?” Ripeté Wayne nell’alzare il volume dell’apparecchio acustico. “Meglio” disse poi.
143“Esatto, ed è stato fantastico. Gli anni sono passati in fretta, andando di città in città e di lavoro in lavoro. Suonavo il rock ‘n’ roll nei locali in cambio di cibo e birra gratis e vivevo alla giornata e sempre come volevo, senza limiti. Ero arrivato al punto di tagliare tutti i ponti con l’Inghilterra”.
15“Ciao Wayne, da che parte dell’America provieni?” Domandò Charles quando si rese conto del suo accento.
144“E Lucy?” Domandò Charles. “Almeno non sei rimasto in contatto con lei?”
16Wayne si accigliò e rispose “Non sono uno yankee, sono canadese”.
145Steve scosse il capo. “No, con nessuno”. Gli rivolse poi un ghigno. “Ma non preoccuparti Charlie, la mia storia ha un bel finale...più o meno. All’epoca avevo quasi sessant’anni ed ero da solo. Volevo una donna che si prendesse cura di me quando sarei diventato vecchio. Sapevo che sarei stato da solo sia in Australia che in Inghilterra. Un musicista di sessant’anni, basso e pelato che fuma tra pacchetti di sigarette di sicuro non affascina una donna. E poi non mi sarebbe piaciuto venir accollato a diversi nipoti, quindi ho fatto un tentativo andando alle Filippine”.
17“Oh, mi scuso” disse Charles.
146A Wayne ed Elvin vennero i brividi, sapevano che cosa avrebbe seguito. Avevano sentito parecchie volte la sua storia ed erano consapevoli delle sue avventure.
18“Ehilà Charles” disse l’uomo alla sua destra in un forte accento cockney. “Mi chiamo Elvin Stanley, ma mi chiamano Chippersss”.
147Wayne spense l’apparecchio acustico, quindi Steve proseguì con il racconto. “Le Filippine”. Il grugnito di Elvin venne ignorato, infatti Steve continuò imperterrito. “Quanto me ne sono pentito” commentò, dando una gomitata a Charles, scoppiando a ridere. “Avrei dovuto andarci prima. Quel paese mi ha fatto girare la testa; la cultura favolosa e lo stile di vita mi hanno assorbito, facendomi vivere un’esistenza magica”.
19“Charles Clark” disse stringendogli la mano. Si rese conto che all’uomo mancavano diverse dita e si sentì a disagio quando cercò di non fissargli le mani.
148Charles si rese conto che l’atteggiamento di Steve cambiava completamente quando parlava delle Filippine.
20“Ecco” disse Steve. “Ti ho presentato la band”.
149“Mi sono sistemato ad Angeles, una città piena di vita e di sesso. Mi esibivo in concerto nella città del peccato. Non venivo pagato molto, ma mi godevo dei benefici di essere un musicista occidentale, quindi ho vissuto appieno”. Ridacchiò nell’afferrarsi il pube prima di proseguire. “Non volevo più trovare una donna fissa, troppe ragazze giovani tra cui scegliere”. Steve scoppiò a ridere e si sfregò le mani, quindi aggiunse “Volevano tutte compiacere questo dio del sesso, e mi sono costate un sacco di soldi”.
21Wayne ed Elvin sembravano confusi quando Steve annunciò “Quando abbiamo finito di mangiare possiamo andare nella stanza ricreativa per vedere cosa possiamo fare con il tuo vecchio piano”.
150Elvin era esasperato, quindi andò con Wayne al bancone per farsi servire altre birre mentre Steve continuò a raccontare la propria esperienza. “Ho trascorso diversi anni gioiosi fino a quando un giorno mi sono svegliato agonizzante. Era come se un alieno mi stesse mangiando le budella”. Steve si portò una mano sul versante sinistro dell’addome, trasalì e disse “Non avevo mai provato un dolore simile. Non avevo soldi, quindi la ragazza con cui ero stato quella notte mi ha portato dal ciarlatano locale che mi ha operato a un’ernia strozzata”.
22Charles cercò di immaginarsi quali strumenti potessero suonare; uno era sordo come una campana e le mani di un altro assomigliavano alle chele di un granchio. Elvin e Wayne si scambiarono un’occhiata agitata quando Steve indicò diversi altri ospiti e ne descrisse le loro strane mancanze. Andrex Ethel si aggirava con della carta igienica che le sbucava dalla mutande, mentre tutti evitavano Bill perché era parecchio noioso e parlava solamente di piccioni.
151“Oh!” Esclamò Charles. “Sembra una cosa seria”.
23Charles non vedeva l’ora di andare a controllare il piano, quindi una volta finito di mangiare, i quattro si spostarono nella sala ricreativa e raggiunsero lo Steinway. Charles si sedette sullo sgabello, sollevò il coperchio della tastiera e osservò la composizione di avorio prima di accarezzarne i tasti. Gli altri tre uomini si erano disposti attorno allo strumento.
152“Nah” disse Steve. “Non è stato così male, ma mi sono reso conto che se mi fosse successo qualcosa di serio non avrei potuto fare affidamento su nessuno. Chi si sarebbe occupato di me? Ero al verde. Ho provato a contattare Lucy, ma non le parlavo da vent’anni e non avevo idea di dove fosse, quindi ho contattato l’ambasciata inglese a Manila”.
24“Che genere suoni?” Domandò Steve.
153Elvin e Wayne tornarono con altre birre in mano. Elvine sospirò, aveva sentito parte della conversazione. Guardò Wayne con espressione gioiosa in volto, gli diede una gomitata, indicò il pube dell’amico con un cenno del capo e diede un’alzata di spalle. Wayne si rese conto che Steve doveva essere arrivato al tessuto infetto, quindi sorrise mentre Elvin grugnì. Avevano sentito la storia dell’ernia numerose altre volte. Posarono le pinte, quindi Steve e Charles ne presero un sorso mentre il chitarrista proseguì. “Qualche settimana dopo sono stato contattato dall’ambasciata, dicendomi che avevano rintracciato mia figlia”. Steve sembrava fiero quando annunciò “La Dottoressa Lucy Fossdyke, un medico di base con studio a Cleethorpes. Lucy e suo marito Bernard, un commercialista, mi sono venuti a trovare ad Angeles. È stato bellissimo vederli, specialmente la mia piccolina. Bernard è un imbecille ma è un brav’uomo”.
25Charles sorrise ai tre prima di eseguire ‘Concerto per pianoforte e orchestra in mi bemolle’ di Sergei Taneyev.
154“Sicuramente sarai stato felicissimo” disse Charles. “Sei tornato a casa con loro?”
26Li raggiunsero altri ospiti, che solitamente chiacchieravano animatamente o giocavano ai giochi in scatola, oppure guardavano la televisione. In quel momento invece restarono tutti in silenzio in ascolto della melodia da cui Charles era sempre più coinvolto.
155“Nah” rispose Steve. “Hanno continuato a cercare di convincermi, ma ero troppo felice di stare nelle Filippine, quindi sono tornati a casa senza di me”.
27La notizia venne diffusa in fretta e presto entrarono in sala almeno una dozzina di residenti.
156Steve prese un altro sorso di birra. “Più o meno un mese dopo che se ne sono andati ho provato la stessa agonia ma nella pancia, quindi sono stato portato in fretta e furia all’ospedale dove sono stato aperto in due. Hanno trovato una massa enorme che pensavano fosse un tumore maligno...mi sono cagato addosso quando me l’hanno detto”.
28Charles terminò un quarto d’ora più tardi. Si limitò a fissare i tasti, ripensando al fatto che quella particolare melodia era una delle sue preferite e di Mary. Era immerso nella sua sofferenza e nel silenzio della stanza, ma poi tutti i presenti presero ad applaudire; Charles si accorse invece che i tre suoi nuovi amici non sembravano per niente stupiti dall’esibizione.
157Charles sembrava preoccupato, invece Elvin sbadigliò e Wayne stava sorridendo, ignaro della storia che Steve stava raccontando in quel momento. “L’ambasciata ha contattato Lucy, la quale era sconvolta. Mi ha fatto elitrasportare in Inghilterra dove sono stato spostato d’urgenza in chirurgia quando sono arrivato a Manchester”.
29Un’arzilla signora di ottantadue anni, Mabel, intonò la canzone ‘Lily of the Lamplight’.
158Steve si sbottonò la camicia e mostrò a Charles un’ampia cicatrice al centro dell’addome, poi indicò una piccola che risaliva all’ernia. “L’operazione è andata benissimo e il chirurgo ha rimosso anche del tessuto infetto dalla cavità addominale di quando mi sono fatto operare dal ciarlatano”. Scoppiò a ridere e disse “Mi sono ripreso completamente, ma il mio intestino è imprevedibile e irritabile, il che è imbarazzante. E le mie scoregge sono tossiche e mi tradiscono nei momenti meno opportuni, ad esempio quando sono agitato o emozionato”.
30Steve sembrava deluso, quindi gli chiese “Suoni anche del rock ‘n’ roll?”
159“Tossiche” interruppe Elvin. “Sembra che un topo abbia mangiato una pila di merda di mucca prima di essersi arrampicato nel suo sedere ed essere morto lì...vedrai quando le annuserai Nobby, ti fanno piangere gli occhi”.
31Charles guardò i tre uomini. “No, mi spiace, principalmente suono musica classica e lirica”.
160Steve ridacchiò e disse. “Come dicevo, sono tossiche. Comunque, non vedevo l’ora di ritornare nelle Filippine, ma ho seguito il consiglio di mia figlia esasperata che mi ha detto un milione di volte di fare l’adulto, quindi sono rimasto in Inghilterra. Lucy e Bernard Fossdyke sono dei professionisti di successo e hanno investito in diverse proprietà, tra cui una dependance a Cleethorpes che hanno trasformato nella casa di riposo. Mi hanno detto che sarei potuto restare tanto quanto volevo e sono qui da allora”.
32Steve si corrucciò, quindi si allontanò momentaneamente per conferire con Wayne ed Elvis.
161Elvin sapeva che Steve aveva quasi finito il racconto, quindi pensò ‘Charles è stato risparmiato. Non ha descritto i suoi incontri sessuali alle Filippine come al solito’.
33Charles giocherellò ancora con i tasti ed eseguì una sinfonia breve di Mozart. Si fermò quando Mabel lo raggiunse per interromperlo. Lo bombardò di richieste, e alla fine si mise a stonare su ‘White Cliffs of Dover’ accompagnata dal nuovo arrivato al piano.
162“Quindi Charlie boy, il mio vivere alla giornata è finito, mi devo accontentare di una vita noiosa al Fossdyke” sospirò. “Ho settantun anni e non mi ci vedo a tornare alle Filippine” guardò distrattamente la pinta davanti a sé. Poi prese un altro sorso e aggiunse “All’inizio stare al Fossdyke era orribile, ma poi ho imparato a distrarmi divertendomi con la mia vecchia Stratocaster per dare fastidio agli altri vecchi rugosi e al vecchio dragone, Chewy”. Indicò quindi Elvin. “La mia triste vita ha subito un bel cambiamento quando mi sono trasferito qui”.
34Steve mise poi una mano sulla spalla di Charles e gli rivolse un ghigno malizioso, quindi sovrastò gli strilli di Mabel e gli disse “Non preoccuparti Charlie boy, io e i ragazzi crediamo in te”.
163Elvin si rese conto che era il momento giusto per intervenire, quindi disse “Esatto, è stato memorabile e divertente” ridacchiò. “Ma racconteremo quella storia un’altra volta” aggiunse guardando l’orologio da polso. “Ci conviene tornare prima che Chewy ci chiuda fuori”.
35Charles osservò Steve, Elvin e Wayne entrare in una stanza.
164I quattro terminarono quindi le birre e fecero ritorno al Fossdyke.
36L’uomo tentò di realizzare accordi che accompagnassero i lamenti di Mabel, e poco dopo vide i tre uscire dal locale dove si erano ritirati.
165Charles andò nella propria stanza. Aveva trascorso alcune ore in cui si era divertito, ma da solo in quella stanza veniva mangiato vivo dal dolore della perdita di Mary. Ridacchiò quando percepì l’odore di uovo marcio e pensò ‘Dev’essere Steve’.
37Steve reggeva una chitarra che aveva visto tempi migliori, un piccolo amplificatore della Marshall e un’asta da microfono. Elvin aveva con sé un contrabbasso, mentre Wayne due casse da tamburo.
166Tirò le tende e si rilassò sulla sedia, chiuse gli occhi e raccontò tutto a Mary.
38Mabel smise di strillare e trasalì.
167(Senza titolo)
39Charles notò l’espressione terrorizzata sui volti dei presenti quando i tre si diressero verso di sé. Steve collegò il microfono e preparò la chitarra, mentre Wayne fece lo stesso con la batteria ed Elvin accordò il vecchio contrabbasso.
168Il mattino seguente i quattro si ritrovarono a colazione. Charles si rese conto che i tre erano molto silenziosi rispetto alla sera precedente, quindi continuò a guardarli di sfuggita durante tutto il pasto.
40Andarono tutti nel panico mentre Steve regolò l’asta del microfono. Diede un paio di buffetti allo strumento e seguì un rumore sordo emesso dalla cassa. Il musicista aveva un’espressione diabolica in volto, quindi esordì con “Esatto, vecchi parrucconi”. Si fermò per aggiungere al momento; la folla fremeva, quindi l’uomo esclamò “Strat è tornato!”
169Una donna sistemò davanti a Charles un piatto ricolmo di colazione tipica inglese; l’uomo guardò i cibi unti che gli avevano appena servito, quindi prese a mangiare.
41Mabel strillò mentre Ethel si aggirò di fretta con la carta igienica che le penzolava da dietro, Bill invece si diresse verso la porta. Wally, un altro ospite, implorò con fare disperato.
170“Sono contento di vedere che hai ritrovato l’appetito, Charles” disse la Signora Chew quando li raggiunse.
42“Qualcuno chiami Chewy...subito!”
171Charles annuì nell’infilarsi una salsiccia in bocca.
43Steve collegò la chitarra prima di estrarre un plettro dal portafogli. “Ecco il mio vecchio e fidato plettro” disse, mostrandolo a Charles. Era fatto di plastica e vi era stata dipinta a mano una ‘S’ su entrambi i lati.
172“Okay” sussurrò Steve. “Quando Chewy se ne va possiamo parlare di cosa fare oggi”.
44Elvin era di fianco al suo enorme contrabbasso, mentre Wayne si era accomodato dietro alla batteria; tutti e tre sorridevano mentre i residenti, ormai nel panico, si affrettavano fuori dalla stanza.
173Sogghignò quando notò le espressioni terrorizzate degli altri tre, quindi suonò la sua chitarra immaginaria. Gli uomini abbassarono il capo, concentrandosi sul piatto e finendo in fretta la colazione.
45Charles non si era mosso dal suo sgabello; era confuso e in quel momento li raggiunse la Signora Chew.
174“Allora Elvin, come sei finito qui?” Domandò Charles nell’incidere un uovo alla cock.
46Rivolse un’occhiataccia a Steve prima di ammonirlo. “Ti ho detto di non suonare più dopo l’incidente. Non ti ricordi la nostra conversazione?”
175Elvin era il più anziano dei quattro, aveva settantacinque anni. Era un uomo tarchiato che era rimasto però in forma e attivo per tutta la vita. Aveva vissuto al Fossdyke da quando sua moglie era morta. Era pelato e il suo umorismo asciutto faceva ridere tutti quanti.
47Steve sorrise e disse “Stiamo solamente cercando di far sentire a casa il nostro nuovo amico. E poi questa stanza è vuota, quindi non disturbiamo nessuno”.
176Elvin prese un sorso di tè e disse. “Dopo che mia moglie è morta non volevo stare da solo, quindi ho cercato una casa di riposo e il Fossdyke mi è piaciuto subito. È vicino al mare, ben fornito per l’intrattenimento e qui vicino c’è anche una piscina. Poi mi è sembrato pulito, efficiente e gestito bene. Ho fissato un colloquio con la Signora Chew e mi ha detto che c’era una stanza disponibile. Mi ha fatto vedere la struttura e una volta arrivati alla mensa una donna l’ha raggiunta. Chewy si è scusata, dicendo che doveva risolvere un problema, e quando l’ho seguita ho sentito che qualcuno stava suonando la chitarra”. Indicò Steve che ridacchiò mentre Elvin proseguì. “Quando siamo entrati nella stanza lui ha smesso di suonare e mi ha chiesto se mi fossi perso…Al che gli ho detto di no, che stavo solamente dando un’occhiata”. Elvin sorrise a Steve e proseguì. “Quindi mi ha detto ‘Un’occhiata, eh?’ E mi ha preso in giro per il mio accento cockney aggiungendo ‘Di che parte di Londra sei, ve
48La Signora Chew era esasperata, quindi esclamò “È vuota perché si sono spaventati tutti, come l’altra volta!”.
177“Poi ha riso e ha staccato la chitarra dall’amplificatore, è venuto verso di me e ha detto che si chiamava Steve Baker...ma che potevo chiamarlo ‘Strat’. Allora io gli ho detto ‘Mi chiamo Elvin Stanley...ma mi puoi chiamare Elvin Stanley” ridacchiò prima di proseguire. “Gli ho detto che conoscevo la canzone che stava suonando e che era County Jail Blues. Gli ho detto che era una bellissima canzone e che la sapevo suonare. Mi ha chiesto se ero un chitarrista e gli ho detto di essere solamente un mago del contrabbasso. La cosa deve avergli dato fastidio perché non riusciva a togliere gli occhi di dosso dal mio riporto alla Bobby Charlton e ha detto che sembravo un coglione”. Elvin si sfregò la testa pelata. “Ha detto che si era portato un rasoio della Braun e che mi avrebbe fatto installare un pannello solare sulla testa per alimentare una macchina del sesso”.
49Steve ridacchiò e le disse “Questa volta è diversa, suoniamo insieme alla merda classica di Charlie”. Si voltò verso di lui e gli disse “Falle sentire un po’ della tua musica, Charlie boy”.
178“Okay, l’ho detto, ma tu sembri comunque un coglione” interruppe Steve, ridacchiando e sfregandosi la propria testa.
50Lo aveva colto di sorpresa, quindi fece mente locale e suonò ‘Clair de lune’ di Debussy.
179“Mm” borbottò Elvin. “Poi l’idiota ha detto ‘Elvin, che nome stupido per una rock-star’. Non capivo che cosa intendesse, quindi ho risposto ‘Non sono una rock-star...sono un vecchio”.
51La Signora Chew aveva le mani sui fianchi mentre ascoltò la melodia che eseguì Charles. Sapeva che Steve la stava manipolando, ma era il padre del capo, quindi non poteva dire niente.
180Steve interruppe il racconto. “Volevo ravvivare il Fossdyke, quindi volevo dire a tutti che era una rock-star. Sapevo che la vecchia Elsie avrebbe avuto un orgasmo. Le sue tube non vedono dell’azione dall’epoca del suo vecchio. Forse le è cresciuto del muschio” disse Steve ridacchiando.
52Guardò male Steve che stava sorridendo, quindi sbottò “Avete un’ora, dopodiché vi voglio tutti fuori da qui”. Osservò un’ultima volta gli uomini prima di uscire di fretta dalla stanza ricreativa.
181Elvin scoppiò a ridere e indicò Steve, quindi disse “Poi mi ha guardato e ha annunciato ‘Da adesso in poi ti chiamo Chippersss! Perché uno di quelli stupidi scoiattoli in TV si chiama Alvin che sembra Elvin, quindi Chippersss”.
53“Bene, adesso che Chewy è incazzata possiamo iniziare” disse Steve, rivolgendo un ghigno a Charles. “Okay Charlie boy, puoi smettere di suonare quello schifo, adesso suoniamo la vera musica...il Rock ‘n’ Roll”.
182Elvin guardò Steve, sorrise e disse “Mi ha fatto sentire subito a casa, appena prima che Chewy tornasse nella sala ricreativa. Gli ha rivolto un’occhiataccia, mi ha trascinato nel suo ufficio, si è scusata dicendo che sperava che Steve non avesse fatto in modo che avessi una pessima impressione della casa di riposo. Mi ha poi rassicurato che gli altri ospiti fossero molto più rilassati”. Elvin scoppiò a ridere. “Ho versato la cauzione in quel momento, ho compilato i documenti e qualche giorno dopo io e il mio vecchio contrabbasso ci siamo trasferiti”.
54Steve era completamente perso in ‘Johnny ‘B’ good’ e sembrava un adolescente o un grillo che aveva assunto steroidi.
183“Già” disse Steve. “Abbiamo scatenato l’inferno nei mesi successivi, per la gioia degli altri vecchiacci”.
55Elvin fece fatica a destreggiarsi con il suo contrabbasso poiché non aveva indossato le ‘protesi’, mentre Wayne eseguiva con trasporto una melodia, che però non era la stessa canzone.
184Elvin ridacchiò e aggiunse “Ed è solo peggiorato quando è arrivato Wayne con la sua batteria e la sua tastiera Yamaha”.
56Charles sedeva al piano e li osservava svolgere la loro interpretazione di un classico del rock ‘n’ roll. Aveva un’espressione sofferente in volto, come se gli stessero sanguinando i timpani. Non era musica per le sue orecchie, sembrava più un gatto che veniva assassinato. Capì come mai gli altri ospiti fossero andati nel panico e se la fossero data a gambe.
185“Però a noi è andata bene” commentò Steve “Eravamo finalmente un trio” aggiunse.
57Fortunatamente la tortura di Charles si protrasse solamente per qualche minuto, e i tre lo guardarono una volta finito.
186Charles si fece piccolo al ricordo dei rumori orribili che aveva prodotto quel trio.
58“Allora, che ne pensi Charlie? Potresti aggiungere qualcosa o fare dei miglioramenti?” Domandò Steve, completamente soddisfatto dall’esecuzione.
187Una volta finita la colazione i quattro si spostarono nella sala ricreativa. Gli ospiti che si trovavano già lì stavano per uscire, ma poi la Signora Chew si sistemò sulla soglia della stanza dove tenevano gli strumenti con fare minaccioso.
59I volti rugosi e orgogliosi dei musicisti davanti a sé gli fecero tornare in mente le parole di Mary; aveva detto che non esiste musica bella o brutta, semplicemente della musica che a qualcuno piace e a qualcun altro no.
188“Alle dieci abbiamo il bingo, quindi oggi non se ne parla delle vostre buffonate” li ammonì.
60“Mm, forse dovete suonare con un po’ più di armonia. Vi serve un po’ di struttura” rispose.
189I quattro sospirarono e andarono alla macchina del caffè prima di accomodarsi su una panchina all’esterno con le bevande in mano.
61I tre annuirono e si guardarono a vicenda.
190“Che cosa voleva dire la Signora Chew ieri sera quando ha detto qualcosa tipo l’ultima volta?” Domandò Charles con fare incuriosito.
62“Ci puoi aiutare?” Domandò Elvin.
191I tre sembravano a disagio; Charles pensò quindi di aver toccato un tasto dolente, ma dopo un momento di silenzio Steve rispose “Diglielo tu, ragazzo sordo. Dopo tutto è stata colpa tua”.
63Steve intervenne “Esatto Charlie boy, ci puoi aiutare e puoi entrare nella band. Ti troveremo un bel nome d’arte”.
192“Che cosa?” Chiese Wayne armeggiando con il dispositivo uditivo per non farsi ostacolare dalla sordità.
64Era consapevole che sarebbe stata una vera sfida, ma era grato di aver trovato qualcosa che l’avrebbe tenuto impegnato, e sarebbe stato divertente gestire quella banda di anziani. Sorrise e disse “Forse posso aiutare, ma per favore non chiamatemi Charlie”.
193Steve sghignazzò e disse “Va bene, glielo dico io”.
65“Come vuoi che ti chiamiamo?” Domandò Steve.
194Steve prese un sorso del proprio caffè e disse “All’epoca il vecchio sordo non ci aveva ancora raccontato tutta la sua storia e faceva orecchie da mercante quando gli chiedevamo della sua vita. Stranamente quando siamo al pub le sue orecchie funzionano benissimo quando gli viene offerta una birra” disse, e lui ed Elvin ridacchiarono.
66“Mi chiamo Charles, quindi che ne dite di chiamarmi Charles?”
195Wayne si rese conto che lo stavano prendendo in giro, quindi una volta volta sistemato l’apparecchio acustico continuò con il racconto di ciò che era accaduto più di un anno prima. “Verso la fine del mio primo anno qui al Fossdyke ho notato che mi stavano venendo i capelli bianchi”.
67Steve scoppiò a ridere. “Mi chiamano ‘Strat’, Elvin è ‘Chippersss’ e il ragazzo sordo” disse indicando Wayne “è conosciuto come Sticks, quindi non possiamo chiamarti Charles, è noioso” aggiunse.
196“Come se non ne avessi già avuti!” Interruppe Steve. “Sei un cazzone bugiardo Logan, assomigliavi alla barba di Babbo Natale” ridacchiò.
68“Che ne dici di ‘Nobby’?” esordì Elvin.
197Wayne rivolse un’occhiataccia a Steve. “Almeno io ho i capelli, pelatone” disse passandosi una mano nelle ciocche. “Non male per uno di settant’anni” commentò con un ghigno in volto. “Comunque, stavo correggendo la tinta nera in un punto dove sembrava più chiara”. Indicò quindi Steve ed Elvin che stavano ridacchiando. “Questi due hanno bussato alla mia porta dicendo di voler andare alla sala ricreativa per fare le prove. Non hanno smesso di bussare, quindi mi sono messo il tubo di tinta in tasca e sono andato alla porta. Steve ha insistito affinché mi dessi una mossa, quindi nella fretta mi sono dimenticato del tubetto”.
69I tre guardarono Elvin. “Che cosa?” gli chiesero.
198Prese un sorso di caffè prima di proseguire. “Elvin si è messo le protesi e abbiamo fatto il sound-check, quindi abbiamo suonato. Ero preso dal ritmo, quindi non ho notato che il tubetto di tinta mi era scivolato dalla tasca ed era finito sotto al pedale della grancassa. Quando ho affondato sul pedale il tubetto chiaramente è scoppiato”.
70“Nobby” ripeté Elvin. “Nell’esercito quando qualcuno fa Clark di cognome viene sempre soprannominato ‘*Nobby’ Clark” spiegò.
199“Quindi tutta la tinta nera ha sporcato la moquette color crema” interruppe Steve. “E la parte peggiore era che il sordone non se n’è accorto e ha continuato a schiacciare sul pedale...Avresti dovuto vedere la sua faccia quando si è reso conto di cos’era successo e ha raccolto il tubo vuoto”.
71A Charles tornò in mente di come da bambino aveva sentito riferire al padre come al Maggiore ‘Nobby’ Clark, ma all’epoca non sapeva come mai.
200Elvin ridacchiò nel ricordarsi dell’accaduto; gli tornò alla mente di come Steve aveva avvisato Wayne che Chewy gli avrebbe distrutto la mercanzia a meno che non avesse collaborato.
72Ci rifletté sopra, guardando negli occhi dei vecchi rocker entusiasti, si grattò il mento, sorrise e disse “Okay, allora sono Nobby”.
201“Beh, e poi direi che tu hai peggiorato le cose, amico mio” disse Wayne con un ghigno in volto.
73I tre esultarono e diedero una pacca sulla schiena a Charles. “Benvenuto a bordo, Nobby” disse Elvin prima di dirigersi verso la piccola stanza dove erano andati prima.
202Steve sembrava in imbarazzo e Wayne proseguì il racconto indicandolo. “Perché il vecchio marcio stava ridendo così tanto che ha scoreggiato”.
74“È andato a prendersi le protesi” disse Wayne quando Elvin ritornò con una vecchia sacca.
203“Era troppo entusiasmo per il mio intestino difettoso e incontrollabile, quindi ha espulso dei gas tossici” disse Steve rivolgendogli un ghigno.
75Charles osservò Elvin indossare delle protesi fatte a mano per le sue dita segnate dal tempo.
204“Gas tossici. Che eufemismo. Sapeva di uovo marcio” lo interruppe Wayne con un sorriso in volto.
76“Suono meglio se le metto” disse Elvin agitando le dita con attaccato ciò che ricordava le mani di ‘Edward mani di forbice’. Aveva sagomato le protesi della mano destra affinché fornissero l’angolazione perfetta all’indice e al pollice per pizzicare le stringhe del contrabbasso. Sulla mano sinistra aveva invece installato solamente un piccolo tubo che sembrava pensato per premere sul ponticello del collo dello strumento. ‘Geniale’ pensò Charles.
205“Era come una camera gas” disse Elvin. “È stato orribile”.
77Elvin si accorse dell’interesse di Charles, quindi gli disse “Sono le mie protesi. Ne ho fatte alcune per diverse occasioni. Queste sono le ‘protesi da basso’, ma ho anche le ‘protesi da tavolo’, le ‘protesi da carte da gioco’, le ‘protesi per il piacere delle signore’ e molte altre. Te le farò vedere quando avremo più tempo” disse Elvin con il suo allegro accento cockney.
206Charles si stava godendo ogni momento dello scambio a cuor leggero, quindi Wayne gli disse. “Chewy è entrata in sala, ha visto la macchia nera per terra e ha sentito la puzza orribile che circondava il vecchio marcio. Quindi si è chiusa il naso e ci ha accusati di lanciare bombe puzzolenti e sporcare la moquette con della tempera”.
78Charles osservò il vecchio strumento di Elvin e gli chiese “È un Flores, vero?”
207“Era così incazzata” disse Elvin. “E ci ha rivolto un’occhiataccia con le mani sui fianchi, ci ha urlato contro di aver fatto un atto di vandalismo e ci ha chiamati anziani distruttivi, poi ha chiamato il capo, sua figlia” indicò Steve.
79Elvin rimase stupido dalle conoscenze di Charles, quindi gli rispose “Esatto, un contrabbasso Flores Midnight che ho comprato molti anni fa quando era in saldo. Era messo malissimo, era tenuto insieme dalle tarme, ma mi sono innamorato del suo essere vissuto e l’ho ristrutturato. Mi è sempre piaciuto suonare il contrabbasso, ho imparato anni fa, prima di perdere le dita”. Si portò poi entrambi le mani all'altezza del viso e aggiunse “Ci riesco grazie a queste”.
208“E la sua cotta per il vecchio sordo era finita in quel momento” ridacchiò Steve.
80Charles trasalì appena, sperava che Elvin non avrebbe suonato ancora.
209“La Dottoressa e la Signora Chew sono tornate nella sala e ci hanno ripresi. Ci siamo sentiti come degli scolaretti che hanno fatto un danno. Avevamo provato a fregare la tinta dalla moquette, ma abbiamo solamente allargato la macchia” disse Elvin. “Hanno minacciato di mandar via me e Wayne”.
81I quattro musicisti anziani si erano radunati attorno al piano quando Steve disse “Bene ragazzi, abbiamo ancora mezz’ora prima che Chewy finisca di stirarsi le rughe e ci urli contro. Che cosa suoniamo?”
210“Già, ma per fortuna ci hanno solamente proibito di suonare” disse Wayne.
82Gli altri ridacchiarono, ma Elvin disse “Forse Nobby potrebbe suggerire qualcosa”.
211Steve ridacchiò e disse “Ma adesso che sei qui, Charley boy, sono sicuro che riusciremo a convincere Lucy a darci il permesso di fare ancora le prove”.
83Charles si fece piccolo. Quindi guardò i tre musicisti impazienti e propose “Credo che il primo passo sia trovare qualcosa che possiamo suonare tutti insieme. Non conosco la musica rock e immagino che voi non abbiate degli spartiti con voi, quindi forse dovremmo cominciare dalle basi”.
212Charles si fece piccolo e disse a denti stretti “Oh, sarebbe bello”.
84“Spartiti” riverberò Steve. “Non credo che nessuno di noi sappia leggerli” disse, quindi scoppiò a ridere.
213“Allora, qual è il piano? Non possiamo stare qua tutto il giorno, e non mi piace il bingo” disse Elvin.
85“Io sì” disse Elvin sovrappensiero.
214“Chiamo Lucy” disse Steve tirando fuori il cellulare.
86“Anche io” aggiunse Wayne. “Ho anche scritto qualche canzone”.
215Elvin guardò Charles e disse a bassa voce “Quando ti abbiamo visto ieri sembrava che avessi appena perso qualcuno a cui tenevi molto; tua moglie?” Domandò.
87Steve sembrava scioccato; conosceva Wayne da quasi due anni e non sospettava che il vecchio canadese fosse stato formato in campo musicale.
216Charles annuì.
88“Sei un tipo misterioso, Wayne Logan” disse Steve rivolgendogli un ghigno.
217Elvin gli strinse appena il braccio e disse “Mi è caduto il mondo addosso quando mia moglie è morta, ero perso. Volevo farla finita, e penso a lei tutto il tempo” guardò Charles, gli sorrise e gli disse “Andrà meglio Nobby, e siamo sempre qui per te. La band di fratelli rugosi” ridacchiò. “La vita è troppo corta per essere tristi” aggiunse poi.
89“Forse potrei dare un’occhiata alle tue canzoni, Wayne. Potremmo impararle” disse Charles.
218Charles trasalì. “È quello che diceva sempre mia moglie Mary!”
90“Che cosa?” Chiese Wayne.
219Elvin sorrise. “E aveva ragione”.
91Charles ripeté la richiesta a voce più alta.
220“Ragazzi, ottime notizie” interruppe Steve, sembrava contento. “Lucy parlerà con Chewy. Da domani possiamo ricominciare a provare”.
92“Okay” ribatté Wayne. “Sono nella mia stanza, quindi forse lo facciamo domani”.
221“Ottimo, ben fatto amico!” Esclamò Wayne.
93Charles voleva sapere di più dei suoi nuovi amici, in parte perché era sinceramente curioso, ma soprattutto perché ammazzare il tempo restante senza far produrre loro dei suoni che avrebbero fatto sanguinare i timpani.
222Elvin mise una mano sulla spalla di Charles, sorrise e disse. “Da adesso inizia la guarigione, Nobby”.
94“Siete sposati?” Domandò Charles.
223I quattro trascorsero il pomeriggio nel giardino a organizzare il giorno successivo, quindi Charles raccontò loro di Mary.
95“No” fu Elvin il primo a rispondere. Sospirò “Mia moglie è morta quattro anni fa”.
224La Signora Chew ogni tanto uscì in giardino e li guardò male; aveva ricevuto indicazioni da parte di Lucy.
96“Sono single. Ho divorziato anni fa e da allora ho solo tastato il terreno” interruppe Steve ridacchiando.
225Steve terrorizzò gli altri ospiti, dicendo loro che cosa sarebbe successo, ma a parte quello i quattro musicisti trascorsero una giornata tranquilla.
97Charles guardò Wayne che stava armeggiando con l’apparecchio acustico. “E tu Wayne, sei sposato?”
226Dopo cena si diressero a piedi al Pavilion.
98“Wayne ha perso sua moglie vent’anni fa” disse Steve, poi esclamò all’interessato “Non è così, bello?”
227Si accomodarono sulla stessa panchina attorno a un tavolo e mentre Steve si accese una sigaretta, Elvin si avvicinò a Charles e gli disse “Immagino che voglia sapere che cosa mi è successo alle dita per dover mettere le protesi. E anche di come un cockney sia finito a Cleethorpes”.
99“Oh, mi spiace, Wayne” disse Charles.
228Charles si era domandato sin da subito come mai a Elvin mancassero alcune dita, ma si vergognava di chiedere. In quel momento Elvin si era offerto di spiegare, e Charles era curioso, quindi annuì. L’uomo sollevò le chele davanti a sé e disse “Le ho perse molti anni fa quando facevo il fuochista nella Marina Reale. Mi avevano scelto per far parte dei cannonieri di Portsmouth *Field, quindi ho trascorso qualche anno a terra alla H.M.S. Nelson a Portsmouth ad allenarmi per il torneo reale alla corte di Earls. Una volta però mi stavo allenando, correndo con un cannone da 12, e le ruote sono scivolate quando abbiamo cercato di sollevarlo contro al muro. Ho fatto un pessimo errore di valutazione e ho ignorato quello che mi avevano insegnato, quindi l’ho afferrato per le ruote per fermarlo”. Sollevò entrambe le mani. “Mi si sono incastrate le mani e la ruota mi ha amputato le dita”. Elvin sospirò, sembrava triste. “La mia carriera è finita lì”.
100“Che cosa?” Domandò Wayne.
229L’uomo ridacchiò prima di proseguire. “È stato meglio così. Sono stato mandato in pensione a trentacinque anni, quindi sono venuto a Grimsby per cercare lavoro sui pescherecci, e ho incontrato mia moglie Anna e abbiamo avuto tre figli. Quando mi hanno licenziato dai pescherecci negli anni ottanta ho aperto un laboratorio tutto mio sul grosso terreno dietro casa nostra. L’ho riempito di strumenti e ho iniziato a realizzare protesi mediche, poi sono passato a quelle chirurgiche che vendevo all’ospedale. Ho fatto sì che il mio hobby diventasse un’attività”. Sorrise “Con i soldi che avevo risparmiato e la pensione sono a posto per un po’”.
101“Mi spiace che tua moglie sia morta” esclamò Charles.
230I quattro chiacchierarono e bevettero. Erano tutti entusiasti per il giorno successivo, tutti tranne Charles che sapeva che i suoi timpani sarebbero stati torturati.
102Wayne sembrava confuso, quindi disse “Mia moglie non è morta”. Il suo apparecchio acustico emise un suono, quindi lo toccò un paio di volte.
231Charles era a proprio agio con i tre miscredenti, e alle dieci di sera i quattro anziani, opportunamente ubriachi, fecero un ritorno traballante al Fossdyke.
103Elvin e Steve presero a sghignazzare.
232Charles non si sentiva sicuro sulle proprie gambe, quindi si abbandonò sulla poltrona. Vedeva girare la stanza, quindi chiuse gli occhi e raccontò la propria giornata a Mary prima di addormentarsi serenamente.
104“Non è morta” disse Elvin. “L’ha solo persa”.
233-Traccia Tre-
105“Meglio” disse Wayne, che adesso era in grado di sentirli. Guardò Charles e sorrise prima di raccontargli la propria storia.
234-Traccia Quattro-
106Wayne aveva successo con le donne di Fossdyke grazie al suo aspetto ispanico. Appena trasferito, le donne più anziane facevano la fila come all’ufficio postale nel giorno delle pensioni. Persino la Signora Chew aveva una cotta per il vecchio Wayne, nonostante fosse sposata e avesse vent’anni meno di lui.
235-Traccia Cinque-
107Wayne era ospite del Fossdyke da due anni. Era originario di Ontario in Canada e si era trasferito a Cleethorpes anni prima, dopo aver cercato di localizzare Julie, il suo amore perso da tempo.
236-Traccia Sei-
108La sua famiglia era siciliana ed erano i proprietari di una catena di ristoranti italiani in Canada. Il suo obiettivo era però quello di diventare un musicista, quindi aveva lasciato la casa di famiglia a sedici anni per unirsi alla Alex Gilroy Band, un gruppo swing di sette elementi. Aveva studiato musica a scuola, e nonostante sapesse suonare le tastiere, adorava la batteria. Lo avevano soprannominato Sticks perché portava sempre con sé le bacchette e suonava qualsiasi superficie offrisse un suono. Era andato in tour con la band in tutto il Canada e si era trasferito negli Stati Uniti quando il paese aveva subito la rivoluzione del rock ‘n’ roll negli anni cinquanta. Lì era entrato negli ‘Johnny and the Jeepsters’, una band skiffle rock ‘n’ roll. Negli anni sessanta e settanta era invece passato da una band a un’altra.
237-Traccia Sette-
109Negli anni ottanta, per quanto il rock fosse stato messo da parte, fece un tentativo entrando negli ‘Smoking Heads’, seppure ora invecchiato, e aveva abbandonato il soprannome Sticks perché non l’aveva più ritenuto di tendenza e inadatto per l’era pop-rock. La band non divenne mai famosa, ma avevano un po’ di fan. Suonarono in diversi luoghi nel mondo, ma a Wayne risultò sempre più difficile sentire bene a causa della musica ad alto volume. La band fece un tour nel Regno Unito a metà degli anni ottanta e decisero di fare a meno di Wayne in quanto la sua età lo rendeva inadatto al gruppo. Il suo concerto d’addio fu all’Arena di Sheffield, dove incontrò Julie, una bella donna di venticinque anni di Cleethorpes. Wayne ero orgoglioso di non aver provato un attaccamento emotivo con le donne, ma s’invaghì completamente di lei. La invitò negli Stati Uniti e lei accettò.
238-Traccia Otto-
110Inizialmente la loro vita era fantastica. Wayne trovò lavoro come musicista turnista e scrisse diverse canzoni.
239-Traccia Nove-
111La sua sordità si fece però più grave e i suoi turni di lavoro si fecero più brevi, il che alimentò la sua disperazione e la sua rabbia, sfogandosi su Julie. Quando si ubriacava si faceva violento e Julie era sfinita dal suo comportamento. Una sera tornò a casa completamente fuori di sé, e non c’era più traccia di Julie e delle sue cose.
240-Traccia Dieci-
112Restò sobrio per alcuni giorni dopo, nel tentativo di capire che cosa fosse successo a Julie. Chiamò amici e conoscenti, invano. Julie era sparita senza lasciare traccia e portando con sé una parte dei soldi sul loro conto condiviso. Aveva acquistato un biglietto per Manchester in Inghilterra con la loro carta di credito.
241-Traccia Undici-
113Wayne aveva ereditato il 25% dell’attività di famiglia e riceveva una quota annuale. I soldi non erano un problema, quindi decise di mettersi in cerca di Julie nel Regno Unito. Sapeva poco di lei, dato che non si era mai preoccupato di quell’aspetto della relazione. Tutto ciò che sapeva era che il si chiamava Julie Croft-qualcosa e che era originaria di Cleethorpes.
242-Traccia Dodici-
114Wayne arrivò a Cleethorpes nell’inverno del 1991, quando trascorse qualche mese a cercare la famiglia Croft. Rintracciò diverse persone con quel cognome, ma nessuno aveva mai sentito di Julie Croft. A quel punto l’uomo aveva sui cinquant’anni e aveva difficoltà uditive. Trascorse diversi anni nel Regno Unito e non perse mai la speranza di ritrovare la ragazza. Non voleva tornare negli Stati Uniti; sapeva che la sua fedina penale e la sua età non gli avrebbero fatto trovare un lavoro, quindi si trasferì definitivamente in un appartamento a Cleethorpes. Si mantenne facendo il tassista e aveva una vita sociale attiva.
243-Traccia Tredici-
115Nel 2002 vide sul Grimsby Evening Telegraph un necrologio in onore del Signor Ronald Croft-Baker che era passato a miglior vita. ‘Croft-Baker, ecco com’era’ pensò Wayne ‘Julie Croft-Baker’.
244-Traccia Quattordici-
116Lesse con trasporto la lista di chi aveva partecipato al funerale e notò il nome della figlia, la Signora Julie Braithwaite, ex Croft-Baker. Sapeva che si trattava della sua Julie. Rintracciò l’unico familiare dei Croft-Baker rimasto a Cleethorpes, la sorella maggiore di Ronald. La donna confermò che si trattava della nipote che aveva trascorso del tempo negli Stati Uniti. La signora anziana gli disse che aveva visto Julie al funerale insieme al marito, ma era stata la prima volta in cui aveva avuto contatti con lei da anni. Gli disse che Julie aveva presenziato al funerale solamente per fare le condoglianze e se n’era andata. Non aveva altre informazioni. Wayne si arrese quando apprese che Julie si era risposata.
245-Traccia Quindici-
117L’uomo visse da solo fino alla fine del 2008. Comprò una batteria e una piccola tastiera Yamaha per passare il tempo. Scrisse alcune canzoni, anche se faceva fatica a eseguirle. Indossava un apparecchio acustico, ma spesso faceva fatica a sentire il testo delle canzoni. La sua sordità divenne un vero e proprio handicap e subì un paio di furti, dato che si venne presto a sapere che un uomo sordo viveva da solo. Aveva paura a stare a casa da solo, ma non desiderava tornare in Canada o negli Stati Uniti. Cleethorpes era la sua casa, quindi vendette l’appartamento e si trasferì alla casa di riposo.
246-Traccia Sedici-
118“È così che sono finito qui” disse Wayne con un sorriso in volto.
247-Traccia Diciassette-
119“Abbiamo scoperto per caso che fino a qualche anno fa faceva parte di una band. Ha detto di essere un tassista che suonava la batteria e le tastiere per divertimento da quando si era trasferito qui in cerca della sua adorata” disse Elvin.
248-Traccia Diciotto-
120Wayne gli rivolse un ghigno e disse “Allora suonavo veramente solo per divertimento”.
249-Traccia Diciannove-
121“Sei un tipo strano, Logan” commentò Steve ridacchiando.
250-Traccia Venti-
122Charles sembrava confuso, quindi chiese “Pensavo che avessi abbandonato il soprannome Sticks, quindi come mai tutti ti chiamano Sticks?”
251-Traccia Ventuno-
123Wayne guardò Steve con espressione accigliata. “È colpa di questo idiota” disse. “Hanno scoperto che facevo parte di una band quando hanno trovato i cimeli della mia gioventù, in particolare avevo appeso in camera un poster di quando suonavo negli ‘Johnny and the Jeepsters’”.
252-Traccia Ventidue-
124Steve ridacchiò mentre Wayne raccontò l’episodio.
253-Traccia Ventitré-
125“Un giorno mi stavo preparando per andare nella stanza ricreativa e Steve ha bussato alla mia porta ed è entrato senza che gli dessi il permesso”. Rivolse un’occhiataccia a Steve con un ghigno in volto, poi proseguì. “Si è aggirato nella stanza e ha visto il poster, quindi mi ha chiesto della band. Ha detto di non aver mai sentito degli Jeepsters, il che mi andava molto bene, dato che non volevo che sapessero del mio passato. Gli ho detto di aver fatto parte della band per un breve periodo negli anni sessanta, ma non smetteva di fare domande. Allora ha letto i dettagli sul poster e ha visto che tra i membri c’era scritto Wayne ‘Sticks’ Logan”.
254-Traccia Ventiquattro-
126“Da quel momento Sticks è resuscitato” disse Steve sorridendo.
255-Traccia Venticinque-
127Wayne borbottò qualcosa prima di sospirare.
256-Epilogo-
128Per la gioia di Charles i tre riposero gli strumenti una volta terminata storia di Wayne.
257-L’autore-
129“È presto” disse Steve. “Che ne dite se ci facciamo un paio di pinte al Pavilion?”
258Altre opere di Robert A Webster