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Riflessioni
Emozioni ispirate a massime latine e grecheBy Iolanda BaglìoLength2h 20m
About this audiobook
Iolanda Baglìo, nata a San Cataldo (CL) nel 1935, si è trasferita a Palermo dove ha conseguito la laurea in lettere e dove ha insegnato.
Lungo gli anni, durante la lettura dei classici latini e greci si è sempre più resa conto che non solo la nostra preparazione culturale affonda le proprie radici nell'humus greco-romano tanto che il Montale (Auto de fè) poté dire che “le nostre parole sono sapide di sale greco” ma il pensiero ed il sentimento dei più grandi poeti e tragediografi considerati possono essere come massime di vita, da cui trarre nutrimento per una formazione più completa della propria personalità.
Essi le hanno ispirato varie riflessioni ed emozioni che costituiscono il soggetto di questa pubblicazione.
Audiobook details
GenrePoetry
Length2 hrs 20 mins
Narrated byListen with 1,000+ voices
FormateBook with Audio
Publish dateOct 23, 2025
LanguageItalian
Table of contents
1Prefazione di Giuseppe Aletti
2Ψυχῆς γαp oủδέν εστι τιμῶτερον Niente è più prezioso della vita
3Vita sine proposito vaga est*3 La vita senza uno scopo non ha senso Καρπὸν ὂν ἔσπειрας θέριζε Raccogli il frutto che hai seminato
4Ζῶμεν γὰρ οὐχ ώς θελομεν αλλ’ώς δυνάμεθα7 Viviamo non come vogliamo, ma come possiamo Non omnia possumus omnes8 Non tutti possiamo tutto
5Λόγος δυνάστης μέγας ἐστίν, εі ποίσις ἐστι, ῆς τοὺς ακούντας εισῆλθε14 La parola è un gran dominatore… se diviene poesia commuove chi l’ascolta
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6Occasio aegre offertur, facile amittitur18 L’occasione si offre a fatica e si perde facilmente Πàντα καιρῶ καλά Ogni cosa, all’occasione opportuna, è piacevole
7Non cede malis sed contra audentior ito!23 Non cedere alle avversità ma va contro di esse più coraggioso Σοφοῦ γαρ ανδρὸς τας τύχας ορθῶς φέρει È dell’uomo saggio sopportare bene i colpi della sorte
8Λαλεί τα μετρία μὴ λαλεί δ’ἃ μή σε δεῖ27 Parla con misura, non come non devi Non debes… adripere maledictum ex trivium28 Non devi trarre espressioni sgradevoli da linguaggio triviale
9Perfer et obdura32 Sopporta e resisti Προκόψομεν γὰρ οὐδὲν ảσάμενοι33 Nulla risolveremo tormentandoci
10Tὸ δὲ κάλλος κρατήσει ἐν παρουσία φωτὸς ảσωμάπου36 La bellezza si afferma nella forma e nella presenza di una luce immateriale Sidere pulcrior ille est37 È più bello di una stella
11Sed saepe fallaces sunt rerum species42 Ma spesso fallace è l’aspetto esteriore Πολλάκι γνώμην ẻξαπατῶσ’ιδέαι43 Spesso le apparenze traggono in inganno il giudizio Frontis nulla fides44 non bisogna fidarsi dell’aspetto esteriore
12Ὥστ’ἄγραπτα κἀσϕα ῆ δεῶν νόμιμα Le leggi non scritte ed immortali degli dèi Lex scripta in cordibus hominis46 La legge scritta nei cuori dell’uomo
13Vides ut alta stet nive candidum55 Vedi come per la neve alta diviene candida Ὥς τε νυψάδες Χιόνος πίπτοσι θαμειαì ἤματε χειμερίῳ56e quando le falde di neve cadono fitte in un giorno d’inverno
14Quid sit futurum cras fugge quaerere58 Cosa avverrà domani evita di chiedere Βέβαιον ουδέν ἐστι εν θνητῷ βίῳν59 Nulla è solido nella vita umana
15Cum amico omnia amara et dulcia comunicata velim64 Vorrei che con l’amico fossero in comune tutte le amarezze ed i piaceri Ἐν τοις κακοῖς γαρ ἀγαθοὶ σαφέστατοι φίλοι65 Nelle sventure si vedono i veri amici Φίλία κτῆμα ές ảεί66 L’amicizia è un bene per sempre
16Eheu fugaces, Postume, labuntur anni73 Ahimé fuggendo, o Postumo, scivolano gli anni Oὑτως ἀργαλέον γῆρας έθηκε θεός Tanto grave Zeus volle la vecchiaia Nemo est tam senex qui se non putet posse vivere74 Nessuno è tanto vecchio da non sperare di poter vivere ancora
17Quod te non tangat, hoc te non angat77 Ciò che non ti tocca non ti angusti Πράττων τὰ σαντοῦ, μὴ τὰ τῶν ἄλλων φρόνει78 Fa’ gli affari tuoi e non preoccuparti di quelli degli altri
18Мυρίος ἧν ὤνθρωπε, χρόνος πρό τοῦ χὼ λοιπὸς μυρίος εỉς Αίδην83 Infinito il tempo prima che tu venissi ed infinito il restante fino all’Ade Quem Fors dierum cumque dabit lucro adpone84 Quali che siano I giorni che la fortuna ti darà, considerali un guadagno
19Nῦν ρὑτίδες Ora (vedo) le rughe90 Λεῦκαι δ’εγένουντο τρίχες εκ μελαίναν91 Le chiome da nere son diventate bianche Υηράσχω δ’ἀιεί πολλὰ διδασχόμενος92 Invecchio imparando sempre molte cose Complectamur illam et amemus93 Accogliamola ed amiamola
20Εỉ μὲν γàρ πáντες εἶχον τῶν παροιχομένων μνήμην96 Se tutti avessero delle cose passate il ricordo… Discipulus est prioris posterior dies97 Il giorno seguente è discepolo del precedente.
21Πέρυχέν ἡ μὲν δύναιμις ẻν νεωτέροις, ἠ δὲ φρόνησις ἐν πρεσβυτέροις είναι È naturale che la forza sia nei giovani, la saggezza nei vecchi99 Gravis annis = gravato dagli anni100
22Omnes eodem cogimur107 Tutti andiamo verso la stessa direzione Stat sua cuisque dies108 Ognuno ha il suo giorno βροτοῖς ἄπασι κατθανεῖν ỏφείλανται109 Tutti i mortali hanno il debito di morire
23Μονάσ’ἔχουσ’ερημίαν115 Mi sentivo solo e abbandonato Ερημία με σμικρόν τίθησι116 La solitudine mi rende debole Soli omnium:117 Soli pur fra molti Tristis eris si solus eris: triste sarai se solo sarai118
24Praestanda sunt ut vitentur otium, invidia, contempus Bisogna adoperarsi per evitare l’odio, l’invidia e il disprezzo121
25Τίς δὲ μηδὲν ἐν φάει καρδίας ảνὴρ τέμων124 Quale mortale non ha provato angoscia nel cuore Curae ingentes stupent125 I grandi affanni ammutoliscono
26Cum acta est fabula129 Quando lo spettacolo è finito Σκηνή ο βὶος130 Talvolta la vita è una scena teatrale
27Ακουε τẚπὸ καρδίας131 Ascolta ciò che viene dal cuore Non temere le emozioni, il sale sono della vita132
28Nil sine magno vita labore dedit mortalibus134 Niente la vita ha dato ai mortali senza tanta faticaΤίς οủ καμάτων ẻνι135 Quale degli affanni la vita non ha?
29Dies irae, dies illa141 Il giorno dell’ira, proprio quel giorno. Eμέρα ảρχῆς142 Il giorno dell’ira143
30Quis modus desiderio tam cari capitis?148 Quale limite potrebbe esserci al rimpianto di una persona cara? θυμέ, θύμ’αμηχάνοισι κήδεσιν κυκώμενε149 Cuore, cuore turbato da una pena senza rimedio ὥ τὶς αιγλάεντος αστής ỏρανῶ διαιπετής150 Come stella che solca cadendo tutto il cielo luminoso
31Ἵνι οủδεν μητρός εủμενέστερον152 Nell’affanno “niente è più consolante di una madre” βίον ωρφάνισεν153 Mi sento orfana
32Τὸ μὲν εῦ πράσσειν ảκόρεστον ἔφυ πᾶσι βροτοισιν155 Non ha fine la sete di felicità fra tutti gli uomini Πᾶσιν ϕίλος κἁι πολιύεκτος ὄλβος156 Felicità, cara a tutti e da tutti desiderata Vitrea est; tum, cum splendit, frangitur157 È di vetro, allora, appena splende, si frantuma
33Gaudium erit in coelo super uno peccatore… quam iustis163 Gaudio vi sarà in cielo per un peccatore più che per i giusti
34Inquietum est cor nostrum donec requiescat in te167 Inquieto è il nostro cuore finché non trova pace in te Εὰν μὴ πιστεύσητε, οủδὲ μὴ συνῆτε168 Se non credete non potete capire
35Nulla salus in bello176 Nessuna salvezza durante la guerra Ὅπου βία πάρεστιν οủ σθένει νόμος177 Quando c’è violenza, il diritto non ha potere Silent leges inter arma178 Tacciono le leggi fra le armi
36Bellaque matribus detestata184 Le guerre detestate dalle madri Miserae color ossa reliquit185 Alla misera il colore abbandonò le ossa
37Ἀνδρί τοι χρεὼν μνήμην προσῖεναι τερπὸν ἐἴ τί που πὰθη189 È necessario all’uomo serbare il ricordo se ha ricevuto qualche gioia
38Carpe diem190 Cogli il giorno
39Quasi nix tadescit195 L’illusione quasi come neve si scioglie Vel ut matutinae pruinae sole tepente intabescere solent196 O, come le brine del mattino sogliono svanire al tiepido sole
40Nunc dimittis servum tuum. Domine198 O Signore, adesso puoi licenziare il tuo servo
41Liquendum tellus et domus199 Dobbiamo lasciare la terra e la casa Ma mai alcuna zolla.
42Τοῦτ ἤδη πάση πόλει ἔρχεται ἔλκος ἄφυκτον201 Questa piaga, da cui nessuno ha scampo, contagia tutta la città Vastavitque vias, exsausit civibuus urbem202 Rese deserte le vie, svuotò di cittadini la città
43Ὦ νερ, ἴδ’ὡς αχρεῖον206 O uomo, vedi come tutto è vano Quantum est in rebus inane!207 Quanto vi è di vano nel mondo!
44Тοῦ ζῆν δὲ λυτρῶς κρεῖσσόν ẻστι κατζανεῖν211 Morire è preferibile al vivere nel dolore Nihil audire velim quod levet aegrum212 Nulla voglio ascoltare che lenisca il dolore
45Оῦ κρὴ ἀναλχείην καὶ κακότητα λέγειv217 Non dobbiamo chiamarla debolezza o viltà
46Sinite parvulos venire ad me, talium, enim, est regnum Dei219 Lasciate che i fanciulli vengano a me, di questi, infatti è il regno dei cieli
47Senectus insanabilis morbus est222 La vecchiaia è un’insanabile malattia Tὸ δὲ γῆρας ἄχθος βαρύτερος Αἴτνας σκοπέλων ẻπἳ κρατὶ κεῖται223 Più greve delle rupi dell’Etna mi pesa sul capo la vecchiaia Nὺν ρὑτίδες224 Ecco le rughe allo specchio.
48Iam advesperascit230 È già quasi sera Ἐπεὶ δε ϕέγγος ἠλίου κατέσφὶθο231 Quando venne meno lo splendore del sole Eὖτ’ἄν κνέφας δὲ τέμενος αỉθέρος λάβῃ232 Quando il crepuscolo avrà occupato lo spazio dell’etere
49Multa in silvis autumni frigore primo lapsa cadunt folia233 Al primo freddo d’autunno, molte foglie cadono nei boschi Ἠμεὶς δ’οῖά τε ϕύλλα234 Noi come le foglie
50Iucundum cum aetas florida ver aget236 Quando l’età in fiore vive la gioconda primavera Ἀ νεόντας μοι φίλον αἸεί237 La giovinezza mi è cara sempre Ἄ καλλὶστα μέν ἐν ὄλβῳ, καλλὶστα δ’ἐν πενία238 Essa è bellissima nella ricchezza, bellissima nella povertà